Cresce la consapevolezza degli Architetti del mondo riuniti nel Congresso appena concluso, che si tiene ogni 3 anni in differenti nazioni del mondo.. Migliaia di Architetti e studiosi provenienti da tutto il mondo si sono incontrati a Durban (Sud Africa) per dibattere su un importante tema: ARCHITECTURE OTHERWHERE (ARCHITETTURA "Altrove" o meglio di "Ogni altro luogo").
Oltre cinquanta sessioni e workshops, in quattro giorni intensi, con altrettanti temi posti all'attenzione e alla partecipazione non solo di Architetti. Poi altri 3 giorni di Assemblea Generale alla quale hanno partecipato le organizzazioni nazionali degli architetti di 112 nazioni.
Fra le iniziative istituzionali è da segnalare l'incontro fra l'UIA e gli organismi rappresentativi di tutte le organizzazioni "regionali" degli Architetti sparse nei 5 Continenti.
Alla fine è stato redatto un documento, che impegna tutti, e che è stato votato all'unanimità dall'Assemblea Generale.
Viviamo in un periodo difficile per cui diventa IMPERATIVO agire in modo responsabile. Non è più tempo di ritardare oltre la nostra partecipazione alle azioni che possano strutturalmente invertire la cause che hanno provocato i cambiamenti climatici nel mondo intero.
Se non si opera con intelligenza, sin da ORA e per la parte che a noi compete, si metteranno le generazioni future a grande rischio: quelle già colpite da eventi meteorologici estremi, da disastri naturali, come quelli provocati dall'uomo quali la guerra e la povertà diffusa.
Importante è stato il Workshop "Disasters Otherwhere" che ha avuto come chairman l'architetto italiano Antonio R Riverso e importanti partners di Università da tutto il mondo, fra le quali grande
ruolo ha avuto la Sapienza di Roma coordinata dalla prof. Nicoletta Trasi.
Noi siamo consapevoli del ruolo centrale che, in qualità di architetti a tutto campo, abbiamo ed ancor di più avremo in futuro nella pianificazione e progettazione dell'ambiente costruito.
Ambiente nel quale la necessità primaria è come ridurre le emissioni di carbonio a zero entro il 2050, e che unitamente ad altre azioni, nel campo della politica, dell'Economia e dell'Architettura, potranno garantire una reale costruzione di società sane e coese. Dappertutto nel Mondo.
Ovviamente nulla è autopropulsivo per cui serve promuovere azioni mirate al conseguimento di obiettivi certi e che sono stati riassunti nel Documento "IMPERATIVI 2050."

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L'UIA e i suoi partner si impegnano sugli imperativi ambientali per il 2050
Ultimo aggiornamento: Sabato, 29 Novembre 2014
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