Il design, attraverso le forme estese della sua dimensione progettuale, non è più da tempo assimilabile ad un’addizionale di cose disseminate nei molteplici spazi della nostra vita. Anche se lo si volesse riduttivamente confinare nella sola espressione di un insieme d’oggetti reagenti all’interno di contesti ordinati, il design possiede sempre la capacità di raccontare la sintesi di tessiture profonde. Tessiture
prodotte attraverso il contributo complesso di elementi culturali, storici e creativi volti a configurare espressioni che diventano orbitanti nella formazione dello spazio architettonico.
La capacità internodale propria del design si rivela, attraverso le sue più valide espressioni, nella costruzione della relazione tra le specificità delle singole architetture, l’insieme dei valori estetici di una disciplina e quelli culturali di una società. Si potrebbe parlare di autentiche “forme di vita”, intese come condensazioni che, pur inanimate, hanno preso forma nell’atto sintetico dell’unione di valori collettivi e creatività individuali.
Testimonianze concrete del racconto, sempre inesausto, di come l’uomo definisce e condivide il proprio spazio nel mondo.
Il convegno dal titolo Le Forme nello Spazio. Il design tra memoria e immaginazione intende fissare una riflessione all’interno del rapporto, mai approfondito abbastanza, tra architettura e design.
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