la Repubblica - Torino
20 settembre 2015
Marina Paglieri

 

«Il disegno è importante nel mio lavoro e mi ha sempre accompagnato nella vita, vengo d’altronde da una famiglia che ha quattro generazioni di artisti: lo erano mio padre e mio nonno e lo è mio figlio Ilario: in mezzo ci sono io». Aimaro Oreglia d’Isola, il “padre” del nuovo Museo Egizio, ha ricevuto ieri negli spazi del grattacielo Intesa San Paolo la Targa d’oro alla carriera, assegnatagli dall’Unione Italiana per il Disegno, nell’ambito del convegno “Disegno & Città”. Per tre giorni — i primi due al Politecnico, ieri la giornata conclusiva nella torre di corso Inghilterra — architetti, progettisti e urbanisti hanno discusso, coordinati dalle curatrici Anna Marotta e Pina Novello, su come “disegnare per la città pensata e costruita” e “rappresentare la città in divenire”.

Venerdì pomeriggio l’intervento di Aimaro Isola su ”Disegni, paesaggi, progetti” — «in cui ho mescolato racconto e disegni, mostrandone un’ottantina tra i tanti realizzati», dice — ieri la consegna della targa, assegnata anche all’architetto francese Odile Decq, autrice tra l’altro del nuovo museo Macro a Roma.

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