Un aumento delle adesioni, a partire dai territori coinvolti che da 33 della precedente edizione diventano 45; oltre 100 le classi per bambini e ragazzi dai 3 ai 18 anni, appartenenti a più di 70 istituti scolastici; 90 tutor: sono i numeri della seconda edizione  del progetto  “Abitare il Paese – La cultura della domanda. Bambini e ragazzi per un progetto di futuro prossimo" che il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori (CNAPPC) - insieme agli Ordini territoriali – e la Fondazione Reggio Children-Centro Loris Malaguzzi hanno portando a termine coinvolgendo complessivamente oltre tremila studenti.
 
Il Progetto -  che ha il fine di elaborare la città del futuro -  non si è fermato nonostante l’emergenza epidemiologica e la chiusura delle scuole, ma si è arricchito, attraverso la didattica a distanza,  di nuovi contenuti, considerato che Covid19 impone necessariamente un ripensamento delle nostre città in termini di sicurezza, scambi sociali, condivisione degli spazi pubblici in una quotidianità profondamente mutata e che bambini e ragazzi hanno vissuto, e stanno vivendo, in prima persona.
 
Alcuni dei focus emersi nel corso della seconda edizione di “Abitare il Paese – La cultura della domanda. Bambini e ragazzi per un progetto di futuro prossimo" riguardano “La città come spazio di apprendimento”, “Il quartiere educante”, “Il ruolo dell’architetto in ambito educativo”.
 
Prima della pandemia le attività si sono svolte in presenza. Le azioni territoriali hanno portato gli studenti a non limitare le attività all'ambito delle mura scolastiche: alcuni percorsi progettuali hanno infatti  previsto visite sul territorio, dai musei alle piazze, dalle zone rurali ai centri storici, dal greto di fiumi ai porti delle città di mare. Così le possibilità di esplorazione, ricerca, scoperta e approfondimento, si sono intrecciate e moltiplicate, offrendo a bambini e ragazzi strumenti utili per interpretare la realtà che li circonda.
 
E' poi emersa la centralità del quartiere come microcosmo che bambini e ragazzi  identificano come primaria forma di vita identitaria e sociale: è spesso a portata di bicicletta, più semplice e vicina rispetto al centro città, circonda e riunisce gli amici, la famiglia, la scuola e lo sport. Il quartiere si fa così educante e cornice di senso, spazio affascinante e ricco di funzioni e memorie: da attività commerciali e servizi che ne scandiscono la geografia, ai racconti dei nonni che li espandono nel tempo e nello spazio. Un luogo in cui emerge la forza della collettività, che in esso si ritrova e si rigenera costantemente. Quasi una città nella città, il quartiere spesso rappresenta l’ambiente di vita, determina il romanzo di formazione dei suoi più giovani abitanti che qui consolidano, sperimentano e costruiscono primi sentimenti di appartenenza e di senso dell'essere comunità.

 

ORDINI PARTECIPANTI:

ANCONA
AREZZO
BAT
BENEVENTO
CAGLIARI
CALTANISSETTA
CATANIA
CHIETI
COMO
FERMO
FOGGIA
FORLÌ-CESENA
GENOVA
IMPERIA
LA SPEZIA
LATINA
LECCE
MACERATA
NAPOLI
NOVARA VCO
PADOVA
PALERMO
PARMA
PESCARA
PRATO  
RAGUSA
RAVENNA
REGGIO EMILIA  
RIMINI  
ROMA  
ROVIGO  
SASSARI  
SAVONA  
SIENA
SIRACUSA  
TARANTO
TERAMO
TREVISO
TRIESTE
UDINE
VARESE
VENEZIA
VERONA 

 

 

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