Dai borghi in rete al capitale verde, dai progetti innovativi per la ricostruzione,alla valorizzazione della filiera zootecnica, alla creatività, al connubio cultura-turismo. Sono alcuni degli 11 percorsi per far rinascere l'Appennino marchigiano ferito dal terremoto, individuati dalla ricerca “Nuovi sentieri di sviluppo dell'Appennino marchigiano” commissionata dal Consiglio regionale delle Marche e condotta nel giro di sei mesi da 40 docenti e 11 neo laureati delle quattro Università marchigiane. I risultati di "Nuovi sentieri di sviluppo dell'Appennino marchigiano dopo il sisma" (Nssam) sono stati presentati nel rettorato dell'Università di Camerino. Cinque i temi del progetto: attività produttive ed economia del cratere, pianificazione e programmazione per la valorizzazione delle risorse naturali e culturali, beni culturali, turismo, ascolto delle comunità. La prima fase, conclusa a novembre, ha prodotto una fotografia delle condizioni territoriali, sociali ed economiche prima e dopo gli eventi sismici, Il passo successivo e' stato la raccolta delle informazioni in loco, attraverso l'ascolto delle persone, in particolare dei sindaci degli 87 Comuni della parte marchigiana del cratere sismico, intervistati per conoscere le richieste, le aspettative e i timori degli abitanti. Lo studio propone una serie di direttrici, tra queste: prendersi cura delle persone e delle comunità residenti e migranti; puntare sulla connettività e la mobilità innovativa, sostenibile e dolce; organizzare il connubio cultura-turismo come un ambito privilegiato e trasversale di sviluppo; ricostruire secondo un'edilizia sicura  e innovativa; puntare su creatività e Made in Italy.

 

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