Il Sole 24Ore Edilizia e Territorio
6 marzo 2015
Alessandro Lerbini

 

Fare rete per rappresentare le pari opportunità nel campo professionale. A Roma, presso la sede del Consiglio nazionale architetti Ppc è stato presentato venerdì 6 marzo Aequale, il primo strumento ordinistico nazionale per la sensibilizzazione dei contenuti sulle professionalità al femminile.
L'obiettivo è quello di divulgare informazioni dettagliate sull'attuale normativa e sulle tematiche del lavoro utili per il superamento di ostacoli che rendono difficoltoso lo svolgimento della professione per alcune categorie di iscritti, a partire dai giovani.

«Una prima sezione - ha spiegato Lisa Borinato, consigliere delegato alle Pari Opportunità del Consiglio Nazionale - è dedicata alla raccolta di tutte le normative di riferimento in materia di pari opportunità legate al genere, dalle fonti europee a quelle nazionali, e si pone l'obiettivo di incrementare la consapevolezza sulle leggi esistenti in materia; in uno specifico box saranno, via via, presenti tutti i concorsi che si rivolgono alle professioniste, così come la segnalazione di incentivi e finanziamenti per attività professionali e start up, dalle risorse europee della nuova programmazione ai fondi di garanzia istituiti dal Dipartimento Pari opportunità della presidenza del Consiglio». 

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Donne. Cresme: architette discriminate, cresce insoddisfazione

Dei 152 mila architetti quasi il 41%, circa 62 mila, è donna

DIRE
6 marzo 2015

 

"Sono sempre piu' il nerbo della professione, ma guadagnano meno degli uomini. Dei 152 mila architetti italiani, quasi il 41%, circa 62 mila, e' donna, quasi il 10% in piu' rispetto alla situazione del 1998. Negli ultimi 15 anni le donne architetto iscritte all'albo sono cresciute del 141%, vale a dire ben 36 mila iscritti in piu'. Ma negli ultimi 6 anni, il guadagno mensile netto dei giovani laureati in architettura dopo 5 anni dal conseguimento del titolo di secondo livello e' stato, mediamente, del 22% superiore per i maschi: nel 2013, circa 1.300 euro contro 1.070". Lo dice il Cresme (Centro ricerche economiche sociali di mercato per l'edilizia e il territorio), presentando i dati nel corso di "Aequale: la professione al femminile", una giornata che il Consiglio nazionale degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori ha dedicato alle pari opportunita' e alla parita' di genere in ambito professionale.    

Una differenza, per quanto riguarda il reddito, "che con il passare degli anni di attivita' tende anche ad accentuarsi: secondo la Cassa previdenziale si attestava, nel 2012, al 64% in favore degli uomini. E le medie calcolate sul campione Consiglio nazionale Architetti/Cresme del 2014 confermano questi risultati, con il reddito medio annuo che per i maschi e' superiore del 60% rispetto a quello femminile".  

Negli ultimi anni questa differenza "si e' ridotta considerevolmente, dall'85% nel 2000 a circa il 60% di oggi. Un dato sicuramente positivo, ma la differenza rimane in una sproporzione assolutamente non piu' accettabile", denuncia il Cresme.  Inoltre, aggiunge il Cresme, nei prossimi anni "la quota femminile in seno alla professione e' destinata a crescere ancora, se non altro per una questione di carattere puramente anagrafico. Tra le donne, infatti, la percentuale di iscritti con meno di quarant'anni e' pari al 43%, mentre tra i maschi si ferma al 25%. Di contro, gli ultracinquantenni sono il 41% tra gli architetti maschi e appena il 20% tra le donne". Ancora, "differenze sostanziali tra uomini e donne riguardano anche l'attivita' lavorativa: queste ultime non solo sono maggiormente colpite dalla disoccupazione, ma sono impiegate in misura significativamente minore nell'attivita' libero professionale".    

Secondo i dati del Centro ricerche economiche sociali di mercato per l'edilizia e il territorio, "queste diseguaglianze generano ampi livelli di insoddisfazione. In primo luogo, il 48% delle donne architetto intervistate ha dichiarato di aver dovuto interrompere la propria attivita' professionale per un tempo significativo (contro il 24% dei colleghi maschi), e lo ha fatto, nel 67% dei casi, per la cura dei figli, mentre per gli uomini le motivazioni dell'interruzione lavorativa, nella maggioranza dei casi, sono legate a problemi personali o alla cura di persone anziane a carico".    

Ma "la cosa piu' importante da evidenziare- continua il Cresme- e' come piu' dell'80% delle donne ritenga che queste interruzioni abbiano ritardato o ostacolato, in un certo modo, la propria carriera professionale, anche in misura molto grave nel 46% dei casi. Il 45% delle donne ha dovuto, di conseguenza, ridurre le ore di lavoro e il 32% ha dovuto ripensare la distribuzione degli impegni lavorativi. Non sorprende, quindi, che nemmeno un terzo del campione femminile (il 31%) abbia dichiarato oggi di sentirsi realizzata professionalmente, contro il 40% dei colleghi maschi". Un altro aspetto, sottolinea l'analisi del Centro ricerche economiche sociali di mercato per l'edilizia e il territorio, "forse molto piu' importante da evidenziare e' come la percezione del problema delle pari opportunita' nella professione sembri meno diffusa per la componente maschile del campione. Il 44% degli architetti maschi intervistati sostiene, infatti, che le donne non siano per niente sfavorite nell'esercizio delle professione, e il 61%, nonostante le evidenze, sostiene addirittura di non essere d'accordo con l'affermazione che le donne incontrino difficolta' legate ad una capacita' reddituale piu' limitata".    

D'altronde, "tra le maggiori problematiche riscontrate dalle donne (anche piu' della pura questione del reddito) vi e' la difficolta' di inserirsi nella professione e crearsi un nome sul mercato, probabilmente per via di una certa diffidenza mostrata sia dalla clientela sia dagli altri professionisti", spiegano i dati.    

Infatti, "vi e' la consapevolezza (questa volta anche da parte dei colleghi maschi) di come risulti molto difficile, per una donna, conciliare l'impegno nel lavoro con la famiglia, in un contesto culturale e sociale che sicuramente aiuta. Mancano, infatti, le strutture e la collaborazione del partner, e spesso la presenza dei nonni rappresenta l'unico modo per alleviare la gravosita' dell'impegno famigliare nell'organizzazione dei propri spazi di lavoro".  

Nel corso della giornata e' stato anche presentato Aequale, un progetto informativo ed il primo spazio web del Consiglio nazionale "dedicato alle pari opportunita' con approfondimenti, notizie e la possibilita' di condividere soluzioni a problemi specifici e occasioni professionali".    

Lisa Borinato, consigliere delegato alle Pari opportunita' del Consiglio nazionale, spiega che "una prima sezione e' dedicata alla raccolta di tutte le normative di riferimento in materia di pari opportunita' legate al genere, dalle fonti europee a quelle nazionali, e si pone l'obiettivo di incrementare la consapevolezza sulle leggi esistenti in materia" e mano a mano, "in uno specifico box saranno presenti tutti i concorsi che si rivolgono alle professioniste, cosi' come la segnalazione di incentivi e finanziamenti per attivita' professionali e start up, dalle risorse europee  della nuova programmazione ai fondi di garanzia istituiti dal dipartimento Pari opportunita' della presidenza del Consiglio".    

Inoltre,  "Aequale conterra' una apposita sezione con la rassegna degli eventi e delle iniziative sulla parita' di genere attivati dagli Ordini provinciali degli Architetti, che avra' anche l'obiettivo di favorire la collaborazione tra gli organismi territoriali e la condivisione delle esperienze avviate", continua il consigliere delegato alle Pari opportunita' del Consiglio nazionale.    

Infine, "saranno presenti, in un apposito box anche le associazioni che si occupano di pari opportunita' in ambito professionale, di cui saranno messi a disposizione i link ai siti web ed  uno spazio per le news di interesse per gli architetti, ovviamente con un taglio al femminile", conclude Borinato.  

 

 

Donne, architetti: oggi giornata su pari opportunità

9Colonne
6 marzo 2015

 

L'inaugurazione di Aequale, un progetto informativo ed il primo spazio web del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori dedicato alle pari opportunità; la presentazione della ricerca del Cresme "Gender Pay Gap: una realtà da affrontare"; l'illustrazione di best practices, con i progetti delle commissioni Pari Opportunità degli Ordini Provinciali degli Architetti: sono queste solo alcune delle iniziative previste nel corso di "Aequale: la professione al femminile", giornata dedicata a pari opportunità e parità di genere in ambito professionale che si tiene oggi a Roma presso la sede del Consiglio Nazionale degli Architetti.  "Sarà un momento di riflessione - sottolinea Lisa Borinato, consigliere delegato alle Pari Opportunità del Consiglio Nazionale - per focalizzare l'attenzione sulla presenza delle donne in architettura e per fare il punto sul loro decisivo contributo alla trasformazione dei nostri territori con grande professionalità, passione e creatività. Così come lo sarà per individuare strumenti ed interventi politici per affrontare il tema della condizione lavorativa ed economica delle professioniste che rappresentano una riserva di idee e di capacità". Nel corso della mattinata verrà anche posto l'accento per quanto riguarda l'accesso al credito sui nuovi strumenti per le professioniste promossi dal Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. A conclusione della giornata verrà proiettato in anteprima nazionale, il documentario "From a pratical point of view" (regia di Wilma Kuijvenhoven e Magda Augusteijn, Olanda, 2013), storia della prima donna architetto olandese e di come, attraverso l'architettura, abbia cercato di cambiare il ruolo della donna nella società. 

 

 

Architetti, redditi uomini +22%

A giovani 1.300 euro contro 1.070.Ordine lancia spazio web donne

ANSA
6 marzo 2015

 

Sono ormai il punto di forza della categoria, tuttavia con entrate inferiori rispetto ai colleghi uomini: dei 152 mila architetti italiani, infatti, quasi il 41%, circa 62 mila, è donna, quasi il 10% in più rispetto a 1998. Negli ultimi 15 anni le donne architetto iscritte all'albo sono cresciute del 141%, con ben 36 mila iscritti in più. Ma negli ultimi 6 anni, il guadagno mensile netto dei giovani laureati in architettura dopo 5 anni dal conseguimento del titolo di secondo livello è stato, mediamente, del 22% superiore per i maschi: nel 2013, circa 1.300 euro contro 1.070. Sono dati del Cresme illustrati nel corso di 'Aequale: la professione al femminile', una giornata che il Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori ha dedicato alle pari opportunità e alla parità di genere in ambito professionale, in vista dell'8 marzo, creando un apposito spazio web 'rosa'. Una differenza, per quanto riguarda il reddito, che con il passare degli anni di attività tende anche ad accentuarsi: secondo la Cassa previdenziale di categoria (Inarcassa) si attestava, nel 2012, al 64% in favore degli uomini. E le medie calcolate sul campione Consiglio nazionale architetti/Cresme del 2014 confermano questi risultati, con il reddito medio annuo che per i maschi è superiore del 60% rispetto a quello femminile. C'è da dire che negli ultimi anni questo divario si è ridotto considerevolmente, dall'85% nel 2000 a circa il 60% di oggi. Un dato sicuramente positivo, ma la differenza rimane in una sproporzione assolutamente non più accettabile. Nei prossimi anni, si legge ancora, la quota femminile all'interno alla professione è destinata a crescere ancora, se non altro per una questione di carattere puramente anagrafico. Tra le donne, infatti, la percentuale di iscritti con meno di quarant'anni è pari al 43%, mentre tra i maschi si ferma al 25%. 

 

8 marzo: architetti, 41% è donna ma uomini guadagnano 22% in più

Labitalia
6 marzo 2015

 

 

Architetti, il 41% è donna, ma gli uomini guadagnano il 22% in più

Tra le donne la percentuale di iscritti con meno di quarant’anni è pari al 43%, mentre tra i maschi si ferma al 25%

 

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Si riapre il bando per l'assegnazione del premio “Urbanistica in rosa” con lo stesso impegno delle due edizioni passate: valorizzare il merito delle giovani laureate in ingegneria edile-architettura, architettura, ingegneria civile e pianificazione e attivare nuove sinergie con le istituzioni pubbliche e private nelle tematiche della sicurezza e della prevenzione.

Da alcuni anni il CNAPPC, in collaborazione con il Cresme, realizza periodicamente un’indagine sullo stato della professione di architetto in Italia: l’Osservatorio Professione Architetto. La struttura della ricerca è evoluta nel corso del tempo, basandosi comunque sempre su alcuni elementi base: le statistiche demografiche degli Ordini provinciali e del Consiglio nazionale, lo studio delle statistiche sui redditi e sui volumi d'affari (fonti Inarcassa e Agenzia delle entrate), le statistiche universitarie e delle abilitazioni professionale (fonte MIUR), le statistiche sull'inserimento occupazionale dei neolaureati (Almalaurea). I dati sono poi comparati con quelli relativi agli architetti degli altri paesi europei e alle altre categorie professionali italiane.
In questo modo vengono descritte le caratteristiche dell’attività svolta, gli scenari di mercato, le condizioni operative, la realtà degli studi di architettura, le prospettive e le aspettative dei professionisti.
Per alcune edizioni l’Osservatorio ha operato la sua indagine sulla base dei dati di alcuni Ordini provinciali esaminati a turno. A partire dalla quarta edizione, quella del 2014, il criterio di indagine ha assunto un respiro più ampio, attraverso la compilazione on line, da parte degli architetti sparsi in tutto il paese, di un questionario elaborato dal CNAPPC.
L’Osservatorio è uno strumento importante per conoscere in dettaglio le problematiche della professione e per individuare i percorsi da scegliere per una corretta evoluzione della propria attività.

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