Raramente si ha occasione di partecipare a eventi in cui l’architettura scelga premeditatamente di mettersi in vetrina senza false ipocrisie intellettuali, di confrontarsi nelle sue più disparate declinazioni internazionali o tipologiche e, al tempo stesso, di relazionarsi senza complessi con il mondo della produzione e dell’imprenditoria.

Così è stato per le tre giornate di ArchMarathon (www.archmarathon.it) svolte alla fine dello scorso anno agli East End Studios di Milano. Una kermesse per mettere in relazione il mondo del professionismo con l’universo delle aziende e per celebrare un premio internazionale.

Una giuria internazionale – (Lucy Bullivant, Luca Molinari, Andreas Ruby, Megumi Yamashita, Nour Al Sayeh, Paul Makovsky – ha selezionato 42 studi internazionali per un’opera emblematica nel loro precorso di ricerca. Ogni studio ha presentato il proprio lavoro a un largo pubblico con una conferenza, immagini e video, introducendo così anche il tema della comunicazione in architettura. Pensato come un incubatore di qualità progettuale, ArchMarathon ha contemplato anche una serie di lectio magistralis. Tra gli studi e i progetti selezionati anche alcuni italiani di riconosciuto valore come Pietro Carlo Pellegrini (Casa-museo di Garibaldi), C+S Architects (The Kite), Park Associati (Nestlé headquarter), Scandurra Studio (Expo Gate), Gambardella Architetti (Neapolis Medical Center), Modus Architects (Artist Residence and Atelier), OBR Open Building Research (Children's Hospital), Elasticospa (Slow Horse). Aldilà di ogni campanilismo, va riconosciuto che l’alta qualità dei progetti presentati è stata la protagonista di questa occasione che ha avuto anche il merito di aver introdotto allo sguardo dei visitatori italiani professionisti del panorama internazionale, affiancando generazioni, modalità e linguaggi differenti tra di loro. Facendo riferimento, nello specifico, ai vincitori di questa kermesse milanese si può dire che sia stato fornito uno spaccato significativo dello stato dell’arte dell’architettura di una parte significativa del mondo.

Lo spagnolo Grupo Aranea ha vinto l’ArchMarathon Award 2014 con il progetto “Twisted Valley” un attraversamento sul territorio pensato e realizzato con l’apporto partecipativo della popolazione. Gli altri vincitori delle diverse sezioni sono: Art, a parimerito TeamMinus e Mass Studies; Education, Supermachine; Sport, Hopkins Architects; Workspace Saunders Archtecture; Urban Design/Regeneration, Vora; Private Housing, Johnston Marklee; Mixed Tenure Housing, a parimerito Ifau und Jesko Fezer + Heide & von Beckerath e Dataae & H Architects; Transport, Sadar+Vuga; Retrofitting/Refurbishment, AT103.

Un ulteriore premio, il Crowd Award,  attribuito dai votanti on line sul sito, è andato allo studio turco GAD per la plastica, suggestiva e molto caratterizzante copertura in cemento armato del Besiktas Fishmarket.

Maria Vittoria Capitanucci

 


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